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Wine Day 2015 sorsi di eccellenza a Villa Ecetra

Nel rovente pomeriggio di domenica, si è conclusa la 7° edizione del WineDay, rassegna enogastronomica che vede, ogni anno,  aumentare consensi di pubblico e di aziende che offrono i loro prodotti all’assaggio.
Gli ambienti seducenti del settecentesco casale di villa Ecetra, hanno accolto i migliori produttori di vino del frusinate i quali, attraverso la combinazione tral’esaltazione di vitigni autoctoni, da un lato, e il buon risultato prodotto da uve internazionali dall’altro, hanno dato prova del quotidiano sforzo teso al rilancio della realtà vitivinicola laziale.
Non più vino di quantità, dunque, ma ormai consolidata espressione di qualità dei prodotti locali, ottenuti sempre più con tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale.
Il successo del settimo anno della Kermesse, ideata da Federico Dini, unitamente ad Antea, ha fatto registrare una moltiplicazione delle aziende partecipanti, anche al di fuori dei confini regionali, con una presenza di ospiti senza precedenti.
Hanno spiccato, tra le tante espressioni del Cesanese del Piglio, la DOCG Vajoscuro 2011 dell’azienda Terenzi, il superbo Pilarocca DOCG riserva proposto da Pileum, l’Onda DOCG di Maria Ernesta Berucci e anche il Lepanto, in versione riserva, di Alberto Giacobbe.

autoctoni_ciociariaDi grande interesse, quest’anno, uno dei tre seminari tenuto nel corso della serata, dedicato ai vitigni autoctoni della Ciociaria. Il prezioso contributo di Antonello Coletti Conti, dell’omonima azienda, ha regalato ai partecipanti un percorso di storia, emozione e di passione che ha visto il Cesanese del Piglio protagonista della sua vita. L’umiltà d’animo di Antonello e la serietà nel lavoro hanno trasformato, poi, ciò che fa in un successo. L’azienda ha proposto la DOC Romanico 2011, cesanese di affile in purezza, affinato in rovere, quest’anno presente nella Guida Slow Wine con l’annata 2012.   Particolarmente attuale, l’intervento di Marco Marrocco, enologo della giovane azienda “Palazzo Tronconi”. Attraverso la degustazione delle rare varietà del maturano, pampanaro, lecinaro e capolongo, Marco ha affrontato la “questione biodinamica” alla base della quale sono i principi in cui crede fortemente e sui quali oggi, concentra tutti i suoi sforzi. Nessuna pretesa di controllare la natura, dunque, ma solo di assecondarla, nutrendo la madre terra per ottenere un frutto sano.
A questo propodito degno di menzione è il lecinaro in purezza Zitore, annata 2013 che riceve ben 15 mesi di affinamento in tonneaux di rovere francese.
Nel panorama degli eventi enogastronomici, dunque, il Wineday costituisce, ormai, un’importante occasione da non perdere, vetrina delle eccellenze locali e strumento di valorizzazione di un significativo aspetto del patrimonio culturale italiano.