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I “bianchi del mare” a VITIGNOITALIA 2015

Si è appena conclusa l’undicesima edizione del tradizionale salone del vino partenopeo, che ogni anno attrae, nel maniero tufaceo di Castel dell’Ovo, enoappassionati, esperti, giornalisti e buyers da ogni parte d’Italia e del mondo.Singolare vetrina delle eccellenze enoiche italiane, importante opportunità di comunicazione, in cui molti produttori vitivinicoli incontrano curiosi, raccontano la loro storia, condividono passioni.
Girando per i banchi d’assaggio, non sfugge all’osservatore attento l’imbarazzo del cultore neofita, di fronte alla scelta di cosa bere per prima o la padronanza del più esperto assaggiatore che, spesso finisce per perdersi, nel tecnicismo acquisito, girando e rigirando il bicchiere, impersonando la figura del giudice distante.
Sono convinto che per comprendere questo fantastico mondo del vino, sia innanzitutto indispensabile acquisire competenze, ma come in ogni cosa nella vita, se non si ci pone con un’adeguata sensibilità si rischia di perdersi il meglio.
Potrebbe apparire banale ma, in occasioni come questa del VitignoItalia, a me piace degustare un vino solo dopo aver conosciuto il produttore, aver conversato con lui, aver colto la passione nei suoi occhi. Parliamo, infatti, di un universo che trova il suo fondamento e significato solo nell’amore per ciò che si produce, talvolta indispensabile supporto che far fronte alle molte difficoltà e sacrifici.

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Da Salerno al Cilento, terre di eccellenze

Tra gli eventi di approfondimento organizzati dalle varie associazioni, è interessante segnalare quella di domenica 22 maggio, nell’ambito della quale la Scuola Europea Sommelier ha raccontato il Cilento.

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La Lucania occidentale sino a qualche anno fa, era ancora definita emergente ma già da diversi anni si esprime al massimo dei suoi livelli nel settore vitivinicolo. Essa, infatti, sta vivendo un periodo di grande apprezzamento sul mercato perché territorio ancora considerato vergine, senza contaminazioni che ha visto nel tempo nascere molte aziende e famiglie di produttori impegnati a dare in maniera significativa il loro contributo.

Oggi il Cilento è uno dei punti di riferimento in Campania per quanto concerne la produzione di  vino e la Scuola Europea Sommelier ne ha dato egregio esempio, offrendo all’assaggio i prodotti di sei aziende con la moderazione di Francesco Continisio.

CASEBIANCHE. Pasquale Mitrano ha illustrato la sua interpretazione del fiano in versione spumante, con La Matta dosaggio zero, 2013. In questo vino il carattere di estrema freschezza del vitigno è esaltato dal perlage ottenuto con metodo ancestrale, che rende un risultato finale di estrema innovazione. L’azienda è protesa verso un progetto di produzione di vini biologici e naturali.

CASA DI BAAL. Il Fiano di Baal punta, invece, alla delicatezza ed alla identità territoriale. Fresco e sapido questo fiano, Colli di Salerno IGP annata 2013, pur non possedendo una ricca concentrazione di profumi, come il suo cugino avellinese, spicca per la sua pulizia enologica dimostrando qualità del prodotto e del produttore.

LUIGI MAFFINI. Come da lui stesso affermato, Maffini è soprattutto Kratos: Fiano Paestum IGP 2014. Questo prodotto è, infatti, quello che più di tutti esprime il legame con il suo territorio, blend di vini prodotti in due differenti vigne aziendali.
Luigi Maffini è certo che nel futuro il Cilento possa essere un luogo conosciuto per i suoi vini. “Questo risultato” ha affermato lui stesso, “può essere raggiunto solo spendendo la propria vita consacrandola ad un obiettivo senza farsi continuamente i conti in tasca, ma seguendo a piene mani una passione, per cui la vita del produttore diviene inscindibile dal fare vino”.

SAN SALVATORE 1988. Peppino Pagano, patròn dell’azienda agricola San Salvatore, ha presentato Elea 2012, greco IGP Paestum, affinato a bassissime temperature di cui, una percentuale in barrique di rovere. Uno dei pochi ad aver impiantato il greco in Cilento, premiato con l’argento a Vitigno Italia 2015.
L’Elea di San Salvatore oltre alla qualità del territorio svela la grande competenza di chi il vino lo fa: l’enologo Riccardo Cotarella e l’agronomo Alessandro Leoni.

LUNAROSSA VINI E PASSIONE. Enologo di nascita e poi produttore, Mario Mazzitelli ha lo spirito di sperimentare sempre qualcosa di nuovo. E Quartara è qualcosa di decisamente innovativo!
Fiano Colli di Salerno IGP 2012, prodotto in anfora, nella prima fase di macerazione e fermentazione, attraverso una vinificazione in rosso con permanenza di bucce e polpa per tutta la durata della fermentazione.
L’impegno rende, alla fine, un superbo vino da meditazione con esclusiva nota fumosa in successione alla dolcezza del miele.

I VINI DEL CAVALIERE. Tra bianchi un rosso, un primitivo. Tuttavia quello presentato da Giovanni Cuomo, non è un semplice primitivo, ma un primitivo del Cilento.
Seguendo l’esempio del nonno Francesco, per il quale l’unico vino possibile era quello rosso, bevuto tra l’altro freddo, Giovanni si è cimentato nell’ ”esperimento primitivo” impiantato in pianura, alle pendici del monte Calpazio.
In piena zona tufaceo-calcarea, l’impresa si è rilevata ancor più ardua ma alla fine ha premiato a pieni voti l’impegno profuso. Il Poseidon 2014, è  svela piacevolmente i suoi soffi di mosto fresco, delicati frutti rossi con una deliziosa prugna sul finale.

In viaggio tra i vini delle coste campane, dai Campi Flegrei al Cilento, toccando Capri e la Costiera Amalfitana

Martedì 26 maggio è stata la giornata dedicata alla F.I.S.A.R., in cui le delegazioni di Avellino, Caserta e Napoli, hanno piacevolmente coinvolto il pubblico presente, con interessanti approfondimenti tematici, con la partecipazione di esperti e produttori, accompagnando i presenti nelle varie esperienze degustative.
Adeguatissimo alla stagione è stato il primo incontro organizzato dalla delegazione Napoli – Comuni Vesuviani con un coinvolgente percorso tra i “bianchi del mare”: quattro aziende ubicate in differenti territori, ciascuno dei quali con preziose peculiarità ma che, tuttavia, condividono il pregio di avere i propri vigneti a picco sul mare.
Un viaggio completo per il Golfo di Napoli dai Campi Flegrei al Cilento, toccando Capri e la Costiera Amafitana, la cui attenzione è stata incentrata sullo stretto legame esistente tra il territorio ed il suo vino.
Ha introdotto la serata Anita Mercogliano, delegata F.I.S.A.R. Napoli – comuni vesuviani con la moderazione del giornalista Ugo Baldassarre. Sono intervenuti all’incontro anche i consiglieri Costantino d’Aulisio Garigliota e Adele Elisabetta Granieri.

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SCALA FENICIA. Quattro terrazze (dette “pezze”), una viticoltura eroica che si estende per circa 4000 metri quadrati, un rapporto diretto tra l’uomo e la vite, il bagliore assoluto del mare. Andrea Kock, mi ha affascinato raccontando la sua storia, la sua scelta di vita. Ma soprattutto mi è piaciuto il Capri DOC, blend di Greco, Falanghina e Biancolella, prodotto seguendo i dettami dell’agricoltura biologica.

SAN SALVATORE 1988. Ancora Peppino Pagano, grande presenza e fascino sottile. Pagano è innamorato del Cilento e punta all’eccellenza. “Una volta” ha dichiarato ” il vino veniva fatto alla buona. Oggi se vuoi cimentarti in questo campo devi puntare in alto“. Non credo che il lavoro svolto dall’azienda San Salvatore sia tanto lontano da quell’alto livello a cui Pagano fa riferimento.

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LA SIBILLA. E proprio dai Campi Flegrei si è partiti, per giungere sino al Cilento, incontrando la potenza vulcanica della Falanghina. Un succo sapido estratto da lapilli e ceneri, dove i sentori vegetali lasciano spazio, mano mano alla frutta gialla non molto matura.

VIGNE DI RAITO. Patrizia Malaga è una donna particolare. Pur senza una tradizione vitivinicola alle spalle, ha compiuto una difficile scelta ed è divenuta una produttrice di vino. Patrizia Malanga ha una qualità: sa far bene il suo lavoro.
Per la FISAR ha presentato il Vitamenia, rosato da Aglianico e Piedirosso in cui ciascun vitigno riesce egregiamente ad offrire il suo più prezioso contributo. Il piedirosso assicura profumi e sostanza, mentre l’aglianico conferisce al nettare struttura.