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Pinot nero

Vitigno che, più di ogni altri caratterizza la Borgogna. in particolare nella Cote de Nuts (regione settentrionale del Cote d’or) è possibile ritrovare le massime espressioni di produzione di questo vitigno antichissimo. Dobbiamo all’ordine monastico dei benedettini la prima vera ricostruzione della viticoltura della Borgogna, attraverso il loro lavoro di selezione e moltiplicazione delle viti più produttive.Inizialmente conosciuto come Plant gris, del pinot nel 1800 si identificano più cinquanta differenti varietà ampelografiche. Oggi è possibile distinguere il pinot in due diverse tipologie: quella contrassegnata da maggiore finezza che rende le bacche adatte per la vinificazione in rosso, e la tipologia invece più produttiva, destinata alla produzione di spumanti blanc de noir. L’elevata densità di piantagione, infatti, è consigliabile per la sua coltura in quanto se aumenta la produttività per ceppo, diminuiscono rapidamente il grado zuccherino e gli altri requisiti di pregio.

Sotto il profilo ampelografico il pinot nero è un vitigno molto esigente dal punto di vista climatico e pedologico, prediligendo terreni calcarei, freschi con buone esposizioni.
Ha grappoli piccoli, di forma cilindrica.

Nella zona della Borgogna, si è molti attenti alla produzione del pinot che, oltre ad essere diffuso, è vinificato esclusivamente in rosso, in purezza. Solo in alcuni casi è associato in uvaggio al gamay.

PROPRIETA’ ORGANOLETTICHE

VISTA:

Il vino prodotto ha una particolare brillantezza ma non è dotato di una carica importante di antociani, il vino, infatti, si presenta poco intenso di tinta.

OLFATTO:

Da giovane ha profumi di ciliegia, fragola, piccoli frutti rossi e neri. Se invecchiato alle note fruttate si aggiungono sentori di cuoio, più selvatici. Immancabile profumo del pinot nero è il sentore tipico di idrocarburi, correttamente definito in francese con il termine gudron.

GUSTO:

Dotato di buona struttura.