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Eclettico Verdicchio dalla personalità di grande vino

Nel versante marchigiano più esposto all’Adriatico, in terreni accarezzati da delicati soffi marini, nasce uno dei bianchi più rappresentativi d’Italia: l’eclettico verdicchio.
Di probabile provenienza Veneta per i suoi caratteri comuni al Trebbiano di Soave, il Verdicchio ricava il suo nome dal colore dell’acino, che mantiene evidenti sfumature di verde anche a piena maturazione. La sua coltivazione è diffusa, quasi esclusivamente nelle Marche, tra Ancona e Macerata dove rispettivamente dà vita alle DOC Verdicchio Castelli di Jesi ed Verdicchio di Matelica. Entrambe le denominazioni prevedono l’utilizzo di una percentuale del 85% che, nella versione riserva, si possono fregiare della DOCG.
L’eclettismo del vitigno, deriva proprio dal fatto che, il vino che se ne produce, è dotato di spiccata acidità, e può essere consumato fresco, di pronta beva, può essere sottoposto a più lunghi affinamenti dando vita a vini strutturati e longevi e talvolta si presta alla vinificazione in versione spumante e passito.
Tante sfaccettature, dunque, per un unica pianta dalla molteplici attitudini alla quale, solo negli ultimi anni, è stata dedicata una maggiore attenzione enologica che ha consentito di ottenere dei risultati finali di elevata qualità.
La sua grande struttura e la consistente spalla acida ne consente lunghi affinamenti anche di diversi anni, nelle migliori annate, arricchendolo di nuove nuanches sempre più complesse.
Il Verdicchio è conosciuto in tutto il mondo nell’originale quanto esclusiva bottiglia a forma di anfora, la cui sinuosità ne è diventata il simbolo per eccellenza disegnata dall’architetto Antonio Maiocchi negli anni ’50, al punto da essere inserita nei manuali come uno degli esempi di tipologia di bottiglia classica. Anche per il verdicchio, così come avvenuto per il Chianti, in ragione della particolare diffusione nella zona d’origine, è importante distinguerne una versione del vino classica.
In questa occasione, vi racconterò due espressioni verdicchio Castelli di Jesi classico superiore e uno prodotto a Matelica nella versione Riserva.
In entrambi, avremo conferma delle principali caratteristiche organolettiche del verdicchio, dai grandi profumi e sensazioni.
Quanto alle possibilità di abbinamento, il verdicchio è un vino estremamente versatile. Molto gradevole se servito con antipasti, e si abbina alla cucina marinara, pesce anche crudo, risotti o zuppe di pesce, grigliate miste di pesce.

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5857_VillaBucciVerdicchioDeiCastelliDiJesiBucci_2013_1VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE DOC 2012 FRATELLI BUCCI
Forti di una lunga tradizione vitivinicola, raccogliendo i frutti da vecchi vigneti collocati in suoli argillosi e calcarei, i fratelli Bucci generano questo vino con premitura soffice delle uve e un costante controllo della temperatura in tutte le fasi della vinificazione.

Paglierino dal tono intenso, spicca subito per i suoi netti profumi di mela e mandorle, torniti da una piacevole mineralità. Alla beva la trama delicata del succo sapido ripropone la mela golden, e poi, nel suo svanire, il tipico amaro. 3/6


podium08“Podium” VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO SUPERIORE DOC 2011  GAROFOLI

Il Podium è un vino che rientra nelle “selezioni“ aziendali, la cui mission è l’esigenza di puntare all’eccellenza valorizzando le peculiarità delle tradizioni territoriali trasmesse dalle precedenti generazioni.

Già appena versato nel bicchiere, sale al naso la mandorla dolce,nitida e viva. Non eccessiva la sua ricchezza olfattiva, ma è vino egualmente suadente e pulito. Alla beva ha più possente spessore rispetto al verdicchio precedente, ma qui la sapidità è fiocata. Ciò che invece affiora è la sua freschezza ben equilibrata dal calore del suo succo.
Un vino che, nel complesso tende alla morbidezza. Nel finale, soffi delicati di frutta bianca. 5/6


Il verdicchio prodotto a Matelica, ha una storia più recente rispetto al fratello dei Castelli di Jesi. Il paese non è legato ad antiche tradizioni contadine, né ad un attendo e scrupoloso lavora di vigna finalizzato all’ottenimento di vini di qualità. Il vino prodotto a Matelica, in altri termini, era un vino che doveva solo essere commerciato.
Negli ultimi sei anni, lo sforzo di esperti enologi e motivati produttori, ha consentito di avviare un percorso di valorizzazione del verdicchio di Matelica, che sta divenendo sempre più espressione di questo specifico territorio marchigiano.
I vigneti sono protetti da un rilievo montagnoso che non ne consente la loro esposizione al mare. La natura calcarea dei terreni conferisce al vino maggior finezza e qualità gusto-olfattiva.

560445“Mirum” VERDICCHIO DI MATELICA RISERVA DOCG 2011 LA MONACESCA

Vinificato da uve leggermente surmaturate, lunga sosta sulle fecce fini e due mesi di lungo affinamento, il Mirum è espressione di un vino di alto lignaggio e, come indica l’azienda, destinato ad essere prodotto solo in annate particolari.

Dal tono acceso e brillante, con un persistente profumo di crosta di pane che svela il lungo trattamento a cui è sottoposto. Il profumo è addolcito da un frutto maturo.
Alla beva si percepisce la maggiore acidità conferita dalla peculiare esposizione del terreni. Buona sapidità. Molto lungo nel finale. 4/6

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