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Dall’Alto Adige alla Sicilia, Cabernet da Nord a Sud

Era da un po’ di tempo che volevo affrontare il discorso “Cabernet d’Italia” e scoprire i caratteri di questo pregiato vitigno dalle incerte origini, ritenuto addirittura benefico per le malattie ischemiche.

Quando si fa ricerca sul Cabernet, soprattutto in rete, tutte le primissime informazioni, documenti, articoli ci conducono sempre in Francia, così come accade, in realtà per molti altri vitigni internazionali, quasi come se in nessun altra parte del mondo i vini ricavati da quelle affascinanti “piantine” abbiamo mai potuto dare risultati convincenti.
D’altra parte è l’antica cultura del vino Francese, a giusta ragione invidiata da molta Italia, che comporta questa superiore considerazione del “vino fatto da loro” rispetto alla grande qualità di quello “fatto da noi” che, specialmente nell’ultimo decennio, è riuscito egregiamente a mantenere il passo.
Dunque,  se si introduce il discorso “Cabernet” è d’obbligo premettere che trattasi di vitigno considerato uno dei più rappresentativi del Bordeaux (assieme al Merlot) nei cui suoli profondi e ricchi di minerali esprimerebbe il suo massimo potenziale.
Eppure di Cabernet ne è piena anche l’Italia, da nord a sud, dai vigneti di montagna dell’Alto Adige, sino ai caldi terreni Siciliani ed in ciascuna queste regioni ha saputo generare vini di particolarissimo significato, di volta in volta, arricchiti dagli ingredienti esclusivi d’ogni singolo terroir.
Riproponendo un po’ di storia manualistica, il nome del Cabernet, secondo la più sostenuta tesi, deriverebbe, dall’antico vitigno ellenico Kapnios meglio conosciuto come vitis caburnica  descritta da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, al quale sarebbero stati aggiunti i suffissi  Sauvignon e Franc.
L’appellativo Sauvignon, proverrebbe da una antica parola francese sauvage che significa “selvaggio” mentre, per l’altro famoso vitigno della Gironda, il termine Franc, starebbe ad indicare, letteralmente un vino franco dal profumo pulito, immediatamente riconoscibile.
Alcuni documenti, viceversa, propendono a favore di origini greche del vitigno; ci sarebbero, infatti, alcuni testi che descrivono il viaggio della c.d. vitis Balisca, progenitrice del Cabernet, che sarebbe stata trasportata proprio dall’Epiro ma prima a Roma e in Spagna e solo successivamente in Francia nella terra abitata dai Biturici (Bordeaux).
Cabernet-SauvignonOrigini, quindi, italiane e non francesi?
Sta di fatto che, durante l’Impero Romano, il vitigno era proprio conosciuto con il nome di Biturica (vite dura) e alla famiglia delle bituriche appartiene il Carmenere, molto diffuso in Lombardia ed in Veneto di cui è evidente l’assonanza con il Cabernet.
Quanto al rapporto esistente tra Cabernet Sauvignon e Franc, nel 1996, dei test genetici, effettuati presso il dipartimento di enologia e viticoltura dell’Università della California a Davis, avrebbero dimostrato la derivazione genetica del Cabernet Sauvignon da due vitigni: il Cabernet franc a bacca nera ed il Sauvignon blanc a bacca bianca.
Il Cabernet Franc, è dunque padre o fratello maggiore del Cabernet Sauvignon ed è difficilissimo poterlo gustare in purezza, in quanto è, quasi sempre, utilizzato in uvaggio assieme al secondo ed al Merlot.
Anche i vini ottenuti, rispettivamente da Cabernet Sauvignon e Franc possiedono caratteri differenti.
Tanti per citarne alcuni, il Cabernet Sauvignon è in grado di produrre vini intensi già nel colore, di corpo, alcolici, ricchi di tannini e sostanze aromatiche, capaci di lungo invecchiamento. Grazie alla sua possente struttura, si possono osare lunghe macerazioni e affinamenti in legno, soprattutto in rovere francese, che gli consentono di esprimere nel tempo un bouquet complesso e affascinante.
Il Cabernet Franc, viceversa, è dotato di minore intensità di tinta rispetto al Cabernet Sauvignon, con tannini più delicati ma con una buona concentrazione di profumi ed aromi.
In Italia, oggi, possiamo trovare espressioni differenti di Cabernet, che pur mantenendo i suoi caratteri distintivi e riconoscibili, in ciascuna regioni riesce ad esprimere i differenti aspetti del territorio di provenienza.
Il percorso sensoriale che vi propongo prende le mosse dai rilievi altoatesini e giunge sino agli assolati vigneti siculi, passando per i filari friulani e toscani.


CAMPANER Cabernet Sauvignon Riserva DOC 2011 – Kellerei Kaltern

campanerFrutto dell’impegno di una cooperativa vinicola altoatesina, è il risultato della fusione di due storiche cantine: la Bauernkellerei (Cantina dei contadini) e la Jubiläumskellerei (Cantina del Giubileo).
Il concetto di produrre in cooperazione, risiede nel principio, di oltre mille viticoltori, di orientarsi verso una politica qualitativa estrema.
Questo campione in degustazione rientra tra i vini della selezione aziendale ed è composto da un uvaggio di Cabernet Sauvignon al 85% e Merlot al 15%.
Sottoposto a fermentazione con 14 giorni di macerazione, matura per 16 mesi in barrique, prima della messa in commercio.

Rosso rubino.
A bicchiere fermo salgono al naso intensi soffi erbacei con un accenno al peperone verde. Buona resistenza alla rotazione.
All’erbaceo, poi, succede, in un armonioso passaggio, delicato frutto rosso che, piano piano, primeggia su tutto.
E’ un vino dai tannini ricchi. La sua persistenza in bocca è lunga, con soavi note dolci di frutta in confettura, liquirizia e tabacco.
Palese la componente suadente del merlot. 4/6


COLLIO Cabernet Franc DOC 2010 – Toros

Un esclusivo Cabernet Franc in purezza, per il Collio Goriziano di Franco Toros, frutto di assiduo lavoro dei vigneti dell’estremo nord est italiano.

Rubino brillante che, a sei anni d’età, appare ancora impenetrabile con riflessi violacei. A bicchiere fermo si anticipano i tipici effluvi di sottobosco e muschio, poi, roteando il succo, si liberano essenze balsamiche fitte e serrate. Al palato è l’erbaceo l’aroma predominante che accompagna il morbido sorso sino alla fine. 4/6


MAESTRO RARO IGT Cabernet Sauvignon 2012 –  Fèlsina Terra di Luce

maestroNella terra dell’elezione del Sangiovese, nella regione in cui il vino ha rappresentato da sempre sinonimo di cultura e qualità, i Poggiali hanno voluto che anche in un vitigno internazionale, quale il Cabernet Sauvignon, potesse esprimersi il peculiare terroir di Fèlsina.
Il vino in degustazione è prodotto con uve provenienti dal vigneto Rancia, anche conosciuto come “Maestro Raro”.
Le uve sono sottoposte ad un processo di macerazione e fermentazione di circa 20 giorni, successivamente al quale il vino è trasferito in barriques di rovere francese ed ivi matura per 18-20 mesi.
Con l’imbottigliamento, l’elevage prosegue in vetro per almeno altri 8-10 mesi prima della commercializzazione. La prima annata di produzione e stata il 1987.

Rosso rubino carico, al naso etereo, quasi sintetico. Man mano si addolcisce ed il suo profumo vira su cuoio e soffi balsamici.
Alla beva, dopo un delicato ingresso dolce, una soave freschezza ed un robusto tannino. Nel sorso la frutta rossa matura prevale su tutto il  resto. 4/6


Nume (1)Nume IGT SICILIA rosso 2010 – Cottanera

Una vasta linea di prodotti con autoctoni ed internazionali nei 65 ettari vitati dell’azienda Cottanera. In degustazione un blend etneo di Cabernet Sauvignon all’85% con piccola componente di Cabernet Franc. Il vino è sottoposto a macerazione a contatto con le bucce per circa 18 giorni e successivo affinamento di due anni di cui uno in barrique di rovere francese e uno in bottiglia.

Leggerissima nota ossidativa a bicchiere fermo. Pian piano che il succo apre la sua anima all’olfatto, si fa strada la nota erbacea del Franc.
Tuttavia l’etereo non svanisce ma persiste e diviene sulfureo. Al palato è denso e se ne riscontra una piena coerenza gusto-olfattiva nel tocco di aroma vulcanico, potente e comprente il debole frutto rosso. 3/6