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WINE DAY 2016 I “piaceri della vite”

Realtà produttive a confronto nella poliedrica Italia del Wine Day, imperdibile appuntamento in terra del frusinate, che ogni anno offre al mondo dei winelovers l’opportunità di fare una scorpacciata dei più significativi vini del Lazio, oltre che saggiare anche tanti altri prodotti gastronomici di singolare prelibatezza. La forza del Wine Day, infatti, è data proprio dalla capacità di attirare anche molte aziende del sud e del nord d’Italia in un periodo dell’anno in cui si avverte ancora la stanchezza degli appena conclusi impegni del Vinitaly.
Il passaggio dai “sorsi di eccellenza 2015” ai “piaceri della vite 2016” è stato contrassegnato da un aumento delle aziende partecipanti al punto che, Federico Dini (su consiglio di molti ed anche mio) ha ben pensato di sdoppiare la Kermesse in due giornate, una dedicata alla grande massa di enoappassionati e l’altra al pubblico specializzato e stampa.
giacobbeNel corso di questa 8° edizione, innanzitutto ho avuto molte conferme di qualità sui rossi (WINE DAY 2015). Mi riferisco, in particolare, alle due riserve di Cesanese del Piglio, una di casa TERENZI, Vajoscuro 2012 di cui rimasi già colpito lo scorso anno per l’annata 2011 e lo spettacolare Bolla di Urbano 2012 dell’azienda PILEUM.
Ma devo dire che, quest’anno, ho gradito anche molti bianchi,  alcuni dei quali particolarmente rappresentativi del territorio.
Mi piace citare, in particolare le due passerine di ALBERTO GIACOBBE, Duchessa 2015 dal dominante fruttato fresco e Maddalena 2014 arricchito da note speziate e legnose. Ancora di PILEUM la complessa passerina del frusinate Valle bianca, con piccola aggiunta di malvasia puntinata, piena di frutti bianchi e fiori, dal piacevolissimo sorso di straordinario equilibrio.
giangirolamiNon è possibile, tuttavia, trascurare menzione dei vini dell’azienda DONATO GIANGIROLAMI, la cui storia, raccontatami dalla giovane Laura, mi ha letteralmente emozionato. Linea produttiva completa, che vanta, tra bianchi e rossi, molti internazionali ed autoctoni laziali. Particolarmente interessanti i tre bianchi in degustazione e tra essi la malvasia puntinata 2015 Cardito; un vino femminile dal profilo delicatamente borotalcato. Alla beva un succo masticabile e fruttato, la cui dolcezza si fonde armonicamente con una vivace freschezza.
Ma la cronaca del gusto del WINE DAY sarebbe incompleta se si trascurasse di parlare dei due laboratori programmati per lunedì 9 maggio (di cui pubblicherò opportuno approfondimento), il primo dedicato agli strepitosi Sauvignon blanc e Gewurtztraminer dell’altoatesina COLTERENZIO raccontati dalla voce di Giulio Corti  ed il secondo, invece, che ha celebrato i polposi rossi pugliesi di GIANFRANCO FINO, alla presenza della vulcanica Simona Natale.
Devo ammettere, in conclusione, che l’esperienza di quest’anno è stata decisamente positiva ed ha confermato la validità degli impegni profusi nella cura d’ogni dettaglio tra i quali, non da ultimo, l’incantevole Villa Ecetra come sede della rassegna.
Come me, anche un copioso pubblico ha promosso a pieni voti il Wine Day 2016, appagato dal meritato successo di Federico Dini ed Antea Srl.

di Costantino d’Aulisio Garigliota