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I vini vulcanici sospesi tra il mare ed il fuoco

Una giornata, all’insegna della promozione e dell’approfondimento vitivinicolo, enologico e geologico dell’area flegrea, programmata lo scorso 4 settembre, per illustrare lo stato dell’arte di un lavoro avviato circa un decennio fa, quando parlare di falanghina e piedirosso dei Campi Flegrei era impresa a dir poco ardua. Oggi, questi vitigni così rappresentativi della Campania, sono conosciuti ed apprezzati un po’ dovunque.In quest’occasione di valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico, un ruolo determinante doveva essere riconosciuto a Malazè, progetto culturale a tutto tondo, nato da una ispirazione di Rosario Mattera per la promozione dei Campi Flegrei.
Sotto l’aspetto viticolo ed enologico, come anticipato, mi è piaciuto entrare nel vivo di tale prestigioso areale campano con significative tipicità, in una porzione di terra ricompresa tra due vulcani: il Vesuvio e, per l’appunto, i Campi Flegrei,
E in questi luoghi, Malazè, unitamente al Consorzio Tutela vini Campi Flegrei, Ischia e Capri, ha ideato una ambiziosa puntata zero del salone dei vini a piede franco, con una serrata degustazione vernazdi 20 bianchi e 14 rossi.
I lavori si sono svolti negli eleganti ambienti di Villa Avellino in Pozzuoli, con la partecipazione di Luciano Pignataro, la voce esperta dell’enologo Gerardo Vernazzaro, neo presidente del Consorzio, mentre a raccontare i vini in assaggio sono stati Tommaso Luongo e Monica Coluccia.
Protagonisti assoluti, evidentemente, sono stati la Falanghina e il Piedirosso, nati in questa vasta area di oltre 15 km quadrati, caratterizzata da un vulcanesimo attivo per la presenza della Solfatara.
Due vitigni, con diverse sorti: l’una conosciuta e consumata anche oltre i confini della Campania, l’altro, originariamente relegato a vitigno minore, che negli ultimi anni sta ricevendo i meritati riconoscimenti.  Ma partendo proprio dai vigneti, è bene ricordare che quando parliamo di estensioni e di produzione vinicola facciamo riferimento a numeri veramente piccoli. La Denominazione Campi Flegrei, infatti comprende solo 108 ettari rivendicati a DOC e questa situazione impone a ciascun produttore il vincolo della massima qualità.
L’Orizzontale proposta ha riguardato essenzialmente il millesimo 2015 con qualche divagazione nel passato che ha reso conferma di come, quasi sempre, i bianchi riescano ad esprimere il meglio di sé solo nel tempo e non nell’anno di vendemmia.

I BIANCHI

falanghi

I vini d’annata, pur considerando le differenti scelte produttive, lasciano sempre il desiderio di seguirli in divenire. Quasi tutti i campioni, infatti, ad eccezione di quelli di millesimi precedenti al 2015, hanno mostrato ancora aspetti verdi ed immaturi, che ci ricordano quanto ancora troppo vicini siano i processi fermentativi. I profili olfattivi, innanzitutto, sono ancora in costruzione, la salinità è stata una traccia gustativa ricorrente in quasi tutti i vini ed ha, sovente, prevalso sulla freschezza. Infine, in molti campioni ha gravato una immancabile la nota amara sul fin di bocca.
Anche da segnalare che, nessun areale, più di questo dei Campi flegrei, così variegato e sfaccettato, dà origine a vini estremamente differenti l’uno dall’altro, anche a piccole distanze tra vigneti.

DISTRETTO BACOLI-MONTE DI PROCIDA

Cantine del mare – DOC Campi Flegrei 2015 Falanghina
Un approccio floreale, agrumato e, già da subito salino. L’impressione olfattiva rievoca soffi marini resi ancora più intensi dall’alcol. Accenni sulfurei. Alla beva è morbido con una coerente ed accesa sapidità.

Piscina Mirabile – DOC Campi Flegrei Falanghina 2015
Alla vista appare più sostenuto, di un vivace paglierino carico. Alla prima olfazione un profilo già più dolce e meno duro del precedente. Agrumi maturi. Un bel naso, forse anche più accattivante del sorso. Alla beve scorrevolezza e soffusa freschezza. Sul finale un accenno fumoso leggermente amaro.

Cantine Farro – DOC Campi Flegrei Falanghina 2015
Lievemente più fruttato e bananoso, malgrado ciò, delicato. Piccola struttura e sorso veloce seppur ricco di note agrumate e frutta secca. Acidità un po’ carente.

La Sibilla DOC Campi Flegrei Cruna dell’Ago 2014
Giallo paglierino carico. Forse colpisce per essere il più “sufureo” della batteria. Un vino che, indubbiamente, si distingue per le peculiari note odorose, quasi a copertura del delicato floreale e fruttato in sottofondo. Alla beva qualche soffio aromatico di salvia ed una sferzata salina.


DISTRETTO DELL’AVERNO

Cantine Babbo DOC Campi Flegrei – Sintema 2015
Debole concentrazione di colore. Una piacevole complessità odorosa che spazia dal fiore, al frutto, per finire al sulfureo. Nel complesso è vino che potrei definire “dosato”. Una spinta fresca, con frutta più spiccata rispetto al naso, la sapidità non è eccessiva. Lungo finale di frutta.

Matilde Zasso – DOC Campi Flegrei Falanghina 2015
Una fisionomia più definita, già alla vista. Una maggiore carica e densità di tinta. Anche il naso è più integrato che mostra maggiormente l’essenza di frutta. Alla beva un corpo agile con finale salino.

Cantine dell’Averno – DOC Campi Flegrei Falanghina 2015
Maturità di succo già a livello visivo. Il naso è più nascosto in cui si distingue una flebile frutta matura ed un soffio sulfureo. La struttura è esile ed sorso fresco e salino.


DISTRETTO QUARTO-MONTERUSCELLO

Cantine Carputo DOC Campi Flegrei – Contrada Viticella 2015
Cru aziendale di falanghina, espressione del vigneto più alto dell’areale.
Paglierino carico. Caldo fruttato che colpisce per la sua maturità. Frutta gialla, albicocca e mandarla tostata. Al sorso leggera freschezza ed il tipico trascinamento salino. Piacevole il finale di bocca.

Il IV Miglio DOC Campi Flegrei – Falanghina 2015
Profumo intenso e vivace. Melone maturo, mandorla e nocciola. Il succo è piacevolmente fresco, poco sapido con un ricordo di mandorla sul fondo. Significativa espressione di falanghina che potrà apprezzarsi ancor di più, col trascorrere tempo.

Quartum DOC Campi Flegrei – Falanghina 2015
Frutta gialla delicata con qualche nota d’erbe aromatiche. Discreta densità di succo con acidità rarefatta e finale salino.

Contrada Salandra DOC Campi Flegrei – Falanghina 2013
In un primo momento, la maturità di questo vino è nascosta alla vista per il suo aspetto scarico. Si mostra, viceversa, profondissimo al naso, agrumato. Alla beva, stupisce, invece, per l’austerità di succo. Il suo corpo è tuttavia soffice e agile.


DISTRETTO CAMALDOLI-MARANO

Cantine Federiciane DOC Campi Flegrei – Falanghina 2015
Spiccata caramella alla frutta frammista ad aromi di fermentazione. Bocca snella e caramellata con uno spiccato finale salino.

Vigne di Parthenope DOC Campi Flegrei – Falanghina 2015
Naso decisamente fruttato ma con un accenno più piccante di peperone verde. Frutta bianca. Il succo è agile e giovane, poco persistente. Molto interessante la nota verde vegetale.


DISTRETTO ASTRONI – CIGLIANO

Agnanum DOC Campi Flegrei – Vigna del Pino 2015
Bella colorazione di succo. Un dolce balsamico, austero. Una spiccata freschezza già annunciata al naso da dense note di mandarino. Attacco decisamente sapido al palato con delicati ritorni agrumati sul fin di bocca.

Cantine Astroni DOC Campi Flegrei – Vigna Astroni falanghina 2014
Dorato luminoso. Esordisce con inedite note resinose e balsamiche frammiste ad un vena sulfurea. Alla beva una spiccata acidità di succo, sapidità adeguata e non eccessiva. Un vino delicato, semplice, senza eccessi.

Cantina Tenuta di Cigliano DOC Campi Flegrei 2011 Falanghina
Paglierino che evolve verso il dorato, eppure così luminoso. Un vino dal quale non traspaiono segni di stanchezza. In primo momento austero, più chiuso; poi gradatamente emerge un agrume in confettura e più maturi sentori di affinamento. 


CAPRI

Az. Agricola Scala Fenicia Capri bianco DOC 2015
Uvaggio di Falanghina, Biancolella e Greco. Impatto olfattivo differente rispetto ai vini dei Campi Flegrei in cui i profumi salmastri e marini si fondono con un delicato floreale di montagna. Fiori bianchi e agrumi in quantità. Aromi più sottili e delicati alla beva. Ben dosata la freschezza e la salinità. Lungo finale di frutta.

Az. Agricola Scala Fenicia Capri bianco DOC 2012
Buona evoluzione sia all’olfatto che alla beva. Gli anni mantengono inalterato il suo equilibrio e la sua armonia. Il frutto rimane intatto, il volume proporzionato.


ISCHIA

Casa D’ambra – Ischia bianco DOC Biancolella Frassitelli 2015
Dolci profumi balsamici frammisti a frutta bianca ed agrumi. Ingresso incredibilmente dolce, temperato da una discreta acidità di succo.

Casa D’ambra – Ischia bianco DOC Biancolella Frassitelli 2013
Succo morbido e più maturo al naso. Alla beva, viceversa, continua ad essere scalpitante.

 I ROSSI

piedirosso

Il Piedirosso è un vino molto moderno, di facile abbinamento anche a piatti non particolarmente strutturati, con prevalente componente vegetale. A questa più rinnovata concezione gastronomica, che predilige il piatto più leggero e non particolarmente articolato, forse è legata la sua recente rivalutazione.
Ma la sua ascesa è anche un po’ il segno di una controtendenza che non favorisce più solo i vini super legnosi e strutturati ma sceglie di offrire, al panorama di amanti, esperti e consumatori un prodotto, sicuramente tipico ed esclusivo ma nel contempo snello, e beverino.
Il piedirosso, come osservato da Tommaso Luongo, è un vino che lavora in sottrazione. In altri termini, mentre per altri vini ci si impegna sul volume, sulla pienezza, la struttura, il per’ e’ palummo segue un percorso del gusto che punta all’essenzialità.
Un vitigno scorbutico e difficile da governare sia in vigna che in cantina, dicevamo, sta vivendo un periodo di riconsiderazione rispetto al passato al punto che, talvolta con qualche forzatura, viene abbinato a tantissimi piatti regionali.
Gli ettari impiantati a piedirosso nei campi flegrei sono solo 20 e molti viticoltori si erano stancati di coltivarlo forse anche per delle grandi difficoltà che richiede. Si tratta di un biotipo che ha un squilibrio sviluppo vegeto-produttivo, per cui la più ridotta produzione di uva, non comporta conseguentemente una maggiore concentrazione di sostanza, viceversa, dà vita a vini più snelli, meno concertati, con livelli di zuccheri e di alcol potenziale più ridotti.
Questo ha spinto il Consorzio a ricercare nuove forme di allevamento più adatte al vitigno e, a parere di Gerardo Vernazzaro, la coltivazione ad alberello, sembrerebbe già dare buoni risultati.
Nel contempo, se da un lato richiede una attenzione scrupolosa in tempo di raccolta per evitare che si vendemmi prima della completa maturazione, quando arriva in cantina di premura ne richiede ancor di più, in quanto è un vino che, se non adeguatamente ossigenato in fase di fermentazione, tende alla riduzione.
I vini in degustazione, al di là delle singole caratteristiche del campione, hanno dato conferma di come, i moderni vitivinicoltori flegrei, siano particolarmente competenti e rispettosi delle proprie uve.

DISTRETTO BACOLI-MONTE DI PROCIDA

Cantina del Mare DOC Campi Flegrei 2013 Piedirosso
Subito al naso la traccia del suo breve passaggio in barriques. Frutti rossi ed un bouquet d’affinamento davvero eccezionale. È forse questa una espressione di piedirosso che meglio interpreta l’immagine, più volte associata, del pinot nero della Campania.
Al palato si riscontra una buona acidità di succo con tannini ben presenti.

Cantine Piscina Mirabile DOC Campi Flegrei 2015 Piedirosso
Piedirosso più riconoscibile, vinoso e addolcito dalla ciliegia matura. Un vino di apprezzabile pulizia enologia. Anche qui un inedito tannino graffiante, e piacevole frutta rossa matura sul finale.

Cantine Farro DOC Campi Flegrei 2015 Piedirosso
Piccolo sentore fenolico in un primo momento, poi vinoso ed erbaceo. Anche qui una piacevole ciliegia maura sul finale di bocca. Una buona espressione di piedirosso pulito e riconoscibile.

La Sibilla DOC Campi Flegrei 2013 Piedirosso –  Vigna Madre
Una base possente di sentori di caffè e tostatura uniti alla tipica vinosità del piedirosso. Alla beva il frutto è più cupo e ricorda la prugna matura.


DISTRETTO DELL’AVERNO

Cantine Babbo DOC Campi Flegrei Piedirosso –  Torrecalda 2015
Rubino trasparente. Un impatto iniziale di note verdi in evidenza. La frutta è decisamente in secondo piano rispetto al vegetale. Alla beva, tutto sommato è coerente con le impressioni olfattive, il tannino è appena accennato. Piacevoli ricordi di prugna sul finale.

Cantine Tenute Matilde Zasso DOC Campi Flegrei Piedirosso 2015
Trama colorante più fitta rispetto ai precedenti campioni. Questa volta è la frutta ad essere protagonista del corredo olfattivo. Da evidenziare la presenza di una interessante nota fumé tra la coltre di frutta. Alla beva è vinoso e fresco con una buona struttura alcolica.

Cantine dell’Averno DOC Campi Flegrei Piedirosso 2012
Massima austerità di succo già subito al naso. Una struttura esile con aspetti salini al gusto ed un leggero amaro sul finale.


DISTRETTO QUARTO-MONTERUSCELLO

Cantine Carputo DOC Campi Flegrei Piedirosso 2015
Rubino più tendente al violaceo. Naso vivace e profondo con accenni alla fragolina di bosco. La bocca è snella con una allusione dolce in ingresso e poi una significativa spalla acida. Il tannino è composto.

Cantine il IV Miglio DOC Campi Flegrei Piedirosso 2014
Sempre una buona trasparenza di succo, nello stile del vitigno ma con una maggiore austerità rispetto al precedente che copre un po’ il frutto. Alla beva si distingue una fine nota balsamica di alloro. Fresco con tannini rivestiti.

Cantina Contrada Salandra DOC Campi Flegrei Piedirosso 2015
Rubino trasparente. Un piedirosso elegante, con una base fenolica che lo avvicina molto al goudron del pinot nero ma che rimane elegante e senza eccessi. Alla beva è estremamente morbido con acidità accennata e vivaci tannini.


DISTRETTO CAMALDOLI-MARANO

Cantine Federiciane DOC Campi Flegrei 2015 Piedirosso
Una base olfattiva più tradizionale di piedirosso. Una morbidezza di succo con ingresso dolce, leggera freschezza e poi tannini appena accennati. Questo vino è leggermente spostato sulla morbidezza.

Cantine Le Vigne di Parthenope DOC Campi Flegrei Piedirosso 2012
Il suo granato già racconta un passaggio del tempo. Naso inizialmente impenetrabile e chiuso che poi si apre a note verdi ben presenti. Toni fumosi. Alla beva si percepisce subito a livello aromatico una personalità matura, netta e preponderante, evidenziata dall’alcool. Al gusto dopo un ingresso dolce, svela una decisa sapidità e poi conclude il suo viaggio con una leggera coda amara sul finale.


DISTRETTO ASTRONI – CIGLIANO

Agnanum DOC Campi Flegrei Piedirosso 2015
Note floreali accese, rosa, ciliegia. Alla beva il floreale è confermato con toni più vivaci. Un bell’attacco zuccherino e poi una discreta spalla acida. Leggera nota di prugna sul finale.

Cantine Astroni DOC Campi Flegrei Colle Rotondella Piedirosso 2015
Grande pulizia enologia immune da qualsivoglia difetto di riduzione. Frutta vivace sia al naso che al palato. Ciliegia e prugna fresca. Un vino profondo, di spessore. Ben dosata l’acidità e delicatissimi i tannini.

di Costantino d’Aulisio Garigliota