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Campania Stories 2017 – Irpinia

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Sesta sessione del Campania Stories Day, rivolto agli operatori del settore ed eno appassionati che, come di consueto, segue le tre giornate dei tasting dedicate della stampa specializzata.
Lunedì 3 aprile, infatti, l’agenzia di comunicazione Miriade & Partners s.r.l., che da anni si occupa nel settore agroalimentare e vitivinicolo, ha proposto l’attesissima e conclusiva tornata di assaggio delle ultime annate delle principali denominazioni campane.
E così, con il proposito di valorizzare tutto quanto costituisca eccellenza regionale, dall’arte alla cultura, dal turismo alla gastronomia, Diana Cataldo e Massimo Iannaccone, sono riusciti, una volta ancora, a conferire ampio risalto anche all’universo del vino campano, attraverso un progetto di promozione territoriale, ormai consolidato, che si pone in linea con lo spirito delle anteprime dei maggiori vini italiani.
Per il 2017 si è deciso di riportare il Campania Stories a Napoli, dopo un’incantevole viaggio attraverso la Costa d’Amalfi, l’Irpinia e il Sannio delle pregresse edizioni, ed in particolare nelle “viscere” del centro storico partenopeo, al Complesso Monumentale Donnaregina.
Nella medievale Chiesa Vecchia, a partire da mercoledì scorso, infatti, si sono riuniti alcuni tra i più popolari nomi del giornalismo enogastronomico nazionale ed estero, per intervenire ai tasting dei vini prodotti da 72 aziende.
Tra più di cento etichette in degustazione, i miei assaggi di quest’anno si sono concentrati sulle tre DOCG d’Irpinia e di esse vi racconto le mie impressioni.

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Le stime definitive comunicate da Assoenologi nel novembre scorso, in riferimento al millesimo 2016 avevano lasciato prevedere per i bianchi in genere e, dunque, anche per i Fiano e i Greco della Campania, interessanti aspettative sotto il profilo olfattivo in termini di snellezza e freschezza sostenuta.
La qualità dell’annata, è stata nel complesso buona al sud Italia, seppur non abbia, tuttavia, raggiunto i superiori risultati delle regioni del nord.
Facendo il punto della situazione, a mio sommesso parere, dell’annata 2016 possiamo parlare di tante buone espressioni di Fiano già da subito. Pochissime, in verità, le note di immaturità o di giovanili intemperanze, segno evidente del fatto che, la maggior parte delle cantine, ha ormai raggiunto un elevato standard qualitativo nella produzione dei loro vini.
Quanto al Greco, convincente il 2015, che molte aziende hanno preferito proporre all’assaggio, mentre con grandi prospettive di evoluzione il 2016 che ho il desiderio di riprovare, magari il prossimo anno, con un po’ di maturità in più e maggiore “esperienza” di bottiglia.
Discorso a parte merita quello relativo ai rossi, e in particolare all’aglianico da Taurasi.
Secondo disciplinare, l’ultima annata sarebbe dovuta essere il 2013, millesimo che ha fatto registrare un andamento climatico e meteorico favorevole alla vite. Tuttavia solo dalla cantina Luigi Tecce è giunto ai tasting il Taurasi 2013, mentre tutte le altre hanno preferito optare per le precedenti annate e le versioni Riserva.

 TASTING NOTES 

URCIOLO FRATELLI – FIANO DI AVELLINO 2016
Fiori e frutta in quantità esplodono dal calice: pera, albicocca ed agrumi. Alla bocca, un piacevole ingresso dolce che lascia subito spazio ad una giovanile freschezza rendendo il sorso agile, scattante.

COLLI DI LAPIO – FIANO DI AVELLINO 2016
Ho trovato il Fiano di Clelia Romano già tanto buono e pronto, rispetto a tanti altri, invero ancora immaturi anche se con grandi prospettive di evoluzione.
Al naso un piacevole fruttato tropicale ed agrumato. Attacco dolce al gusto con acidità affatto eccessiva. Perfetta coerenza gusto-olfattiva di frutta dolce. Mediamente lungo il finale.

VILLA RAIANO – FIANO DI AVELLINO 2016
Inconfondibile nota erbacea piccante, frammista ad un delicato floreale appena percettibile; frutta gialla e foglia di limone. Al palato si avverte subito una spiccata acidità di succo che rende agile il sorso seppur lievemente spigoloso. Discretamente lungo.

COLLI DI CASTELFRANCI – FIANO DI AVELLINO PENDINO 2016
Erbe officinali, al naso, su di un fondo fruttato di succosa albicocca e frutti tropicali. Meno intensi alla beva i profumi, sfumati. Il sorso è fresco ma non tagliente, in equilibrio con i suoi elementi di morbidezza.

I CAPITANI – FIANO DI AVELLINO GAUDIUM 2016
Un inedito confetto al naso, spezie dolci, fiori delicati. Il floreale di questo vino è particolarissimo. Anche alla beva è netto il ritorno di confetto saporito. Sapido e fresco.

FEUDI DI SAN GREGORIO – PIETRACALDA 2016
Circa 5 mesi di affinamento sulle fecce in acciaio donano a questo Fiano una buona quantità di frutta bianca e piccoli fiori di campo. Il sorso è veloce, molto fresco. La chiusura è discretamente lunga.

ANTICA HIRPINIA – FIANO DI AVELLINO 2016
Frutta spiccata e dolce al naso. L’acidità, non eccessivamente scattante, rende il sorso centrale e agile. In bocca un bel morso di frutta gialla.

PIETRACUPA – FIANO DI AVELLINO 2015
Intenso profumo di talco e fiori, per il fiano dei fratelli Loffredo, dove il frutto è lasciato in sottofondo; soffusa frutta gialla. Il sorso è fresco e ricca l’espressione aromatica.

TENUTA SARNO 1860 – FIANO DI AVELLINO 2015
Buona concentrazione di estratti: albicocca, frutta bianca ed agrumi accesi e preponderanti. Succo rinfrescante e coerente in aromi.  Sorso modulato con lungo finale speziato.

PICARIELLO CIRO – FIANO DI AVELLINO 2013
10 mesi di affinamento sui lieviti e 3 mesi in bottiglia. Integrità di profumi che spaziano dai fiori di campo alla frutta a pasta gialla per il Fiano di Ciro Picariello, con delicate note erbacee. Piacevole vena acida.

CANTINE I FAVATI – FIANO DI AVELLINO PIETRAMARA 2012 ETICHETTA BIANCA
Un salto di 4 anni nel passato per Rosanna Petrozziello, che ha voluto presentare il Pietramara 2012. Un fruttato inaspettatamente bello e giovane, fresche note di frutta gialla esotica, un naso ricco ed elegante. La freschezza è opportunamente fiocata dal pronunciato calore.

LA MOLARA – FIANO DI AVELLINO 2015
8 mesi di affinamento in acciaio ed almeno 3 in bottiglia restituiscono un succo con note mentolate e balsamiche in cui sono fusi dolci profumi di mela e frutta gialla. Un naso decisamente intrigante. Al palato modulata freschezza e un leggero finale ammandorlato.


DI MARZO – GRECO DI TUFO 2016
Un campione, non ancora imbottigliato, dal frutto tropicale turgido e vibrante che sembra quasi di morderlo. Al palato un’acidità scalpitante, probabilmente ancora un po’ acerba ma con eccellenti potenzialità di evoluzione.

 DI MARZO – GRECO DI TUFO COLLE SERRONE 2016
Colore giallo acceso ed intenso. Ricchezza olfattiva di frutta gialla ed erbe officinali. Alla beva dopo un ingresso dolce e piacevole, irrompe una freschezza agreste. Già buono da subito con note dure ben compensate dalla morbidezza.

VILLA RAIANO – GRECO DI TUFO 2016
Profumi che stentano a mostrarsi: delicati fiori bianchi ed accenni di mela. Al gusto è sapido, mordace, scalpitante.

FEUDI DI SAN GREGORIO – GRECO DI TUFO CUTIZZI 2016
Rientrante nella linea “le selezioni”, il Cutizzi riceve affinamento di circa 5 mesi sulle fecce in acciaio.
Senza dubbio un bel naso, ricco di frutta bianca e gialla, con un surplus agrumato. Cuspide acida ficcante che lo rende ancora leggermente immaturo. Interessante il lungo finale speziato.

DONNACHIARA – GRECO DI TUFO 2016
Talco e fiori su di un sottofondo di ananas ed agrumi. Il Greco di Ilaria Petitto ha un naso accattivante. Il sorso è sapido, angoloso ed avvolgente.

LA MOLARA GRECO DI TUFO 2015
8 mesi in acciaio ed almeno 3 in bottiglia.
Piacevoli note vegetali nette, salvia, ma anche frutta gialla. Il sorso è largo, agile, sapido, leggermente spigoloso dalla delicata espressione aromatica.

SERTURA – GRECO DI TUFO 2015
Nota vegetale spiccata, frutta matura, nota alcolica. Ingresso dolce alla beva, piacevole, fresco e ben bilanciato. Grande pulizia enologica.

AGRICOLA BELLARIA – GRECO DI TUFO OLTRE 2015
Frutto di un complesso processo di fermentazione, il Greco di Bellaria possiede un’opulenza olfattiva senza eguali.
Austero al naso, ricco di sentori balsamici e vegetali. Alla beva un percettibile ingresso dolce ben integrato alla freschezza di succo. Centrale, rotondo.

CANTINE I FAVATI – GRECO DI TUFO TERRANTICA 2012 (ETICHETTA BIANCA)
12 mesi di affinamento in bottiglia per questo Greco di grande carattere. Al naso regala un frutto maturo frammisto a leggeri sentori di lieviti, tuttavia è estremamente pulito nel suo sviluppo enologico. Ingresso piacevole in bocca, sorso largo e rotondo. La sua pronunciata freschezza rende il sorso ancor più sorprendente.


TECCE LUIGI – TAURASI DOCG POLIPHEMO 2013
Unico Taurasi 2013 presente ai tasting, è quello di Luigi Tecce, ricco di frutti rossi setosi e note dolci al naso di incenso e liquirizia. Estrema morbidezza di succo, attacco dolce che diviene, via via, più duro e polposo. Piacevole freschezza e rudezza di tannini.

VILLA RAIANO – TAURASI 2012
Affinamento di 24 mesi in botti di rovere e 12 mesi in bottiglia.
Un dolce balsamico al naso subito e prima di tutto il resto. Poi, in sottofondo, piccoli frutti rossi. Alla beva un ingresso morbido annuncia un sorso pieno e carnoso. Esclusivo finale di liquirizia e tabacco fresco.

TENUTA DEL MERIGGIO – TAURASI 2012
Impatto olfattivo non invadente, profumi tipici dell’aglianico, legno ben dosato. Alla beva ha una trama di medio spessore con tannini esuberanti.

CONTRADE DI TAURASI – TAURASI 2012
Interessante l’interpretazione del Taurasi di Alessandro Lonardo.
Un vino che pur rimanendo su di una dimensione di austerità, in cui le note legnose sono evidenti, non invadono un dolce frutto scuro scuro di fondo e deliziose note speziate. L’impatto gustativo è pienamente in linea con i suoi profumi, il sorso è appagante, fresco. Tannini ampiamente avvolti.

FEUDI DI SAN GREGORIO – TAURASI 2012
18 mesi di affinamento in barriques e 9 mesi in bottiglia.
Suadente al naso dove l’ordinario frutto rosso è impreziosito da una radice di liquirizia e note balsamiche. Grande carica alcolica. Il sorso è piacevole, veloce con tannini eleganti.

FIORENTINO – TAURASI 2012
Un Taurasi che punta tutto il frutto. È quasi incredibile quanto sia netto questo mirtillo e questa mora che lo rendono intrigante sotto il profilo olfattivo.
Alla beva gli aromi nient’affatto stucchevoli o eccessivi si ripropongono nel succo rotondo e pieno. Non sovratannico Finale lungo.

DONNACHIARA – TAURASI RISERVA 2012
18 mesi di affinamento in barriques e due anni in bottiglia.
Grande maturità di profumi, note speziate, frutti rossi delicati. Alla beva è rotondo, caldo. Con tannini ricchi e tramosi. Sul finale di beva più netta la viola ei piccoli frutti rossi.

GUASTAFERRO – TAURASI RISERVA PRIMUM 2011
Succo maturo, etereo, a tratti sintetico. Si apre a diverse fragranze, talco, piccoli frutti neri, piacevoli note speziate. Il sorso non è eccessivamente strutturato, rotondo, pieno, dotato di una discreta sapidità, sufficiente freschezza e delicatezza di tannini.

I CAPITANI – TAURASI BOSCO FAIANO 2011
Legno magistralmente ben dosato per questo Taurasi che non irrompe eccessivo e coprente ma regala piacevoli note balsamiche e ricordi di frutti rossi. Alla beva l’ingresso è dolce e profumatissimo, zucchero caramellato. Il sorso è centrale e coriaceo. Tannini pronunciati.

COLLI DI CASTELFRANCI – TAURASI ALTA VALLE 2010
Naso etereo, leggermente sintetico, poi lentamente si apre a piccoli frutti rossi ancora turgidi. Il profumo è delicato. Il sorso è dotato di giovanile freschezza, estrema morbidezza e tannini ampiamente avvolti.

SANPAOLO – TAURASI RISERVA 2010
Frutta cotta in confettura, nota mentolata. Il sorso è alto e centrale. Dominanza tannica piacevolissima al palato.

di Costantino d’Aulisio Garigliota

 

 

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