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Il radioso frutto di Jan Baptiste e Benoit Bachelet

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Un vino che non mi aspettavo quello di Jan Baptiste e Benoit.
Credevo, infatti, che mi sarei subito trovato, una volta estratto il tappo, al cospetto dei tipici chardonnay di Bourgogne, difficili, e chiusi, in una parola estremamente austeri, che devi ripetutamente corteggiare nel bicchiere prima che possano iniziare a raccontare qualcosa di sé. Quei vini che solo nel tempo ti concedono di scrutarli nel profondo e coglierne le multiformi sfumature.
Ho trovato forse, il primo bianco di Bourgogne “piacione”, molto simile ad alcuni bianchi italiani per i quali, la lungimiranza di alcuni produttori (pochi invero) si è spinta sino all’eccesso di preferire una fermentazione in legno rispetto a quella in acciaio.
Per arrivare al punto, ciò che mi ha particolarmente colpito di questo vino è stato il suo frutto immediato che credevo di poter solo immaginare con una buona dose di fantasia, in un bianco di Borgogna o, quantomeno, di dovermi prima impelagare nei meandri delle spezie dolci e tostate per giungere a deboli e soffusi ricordi di frutta.
Ed invece, posso affermare che i giovanissimi fratelli Bachelet, che oggi tirano le redini del domaine, facendo tesoro degli insegnamenti del padre Jean Claude, sono stati così bravi da ottenere un vino il cui frutto, vinificato secondo gli antichi dettami territoriali, si arricchisce durante la sua trasformazione senza cedere nulla in termini di integrità di profumi.
Non può trascurarsi di considerare come i due fratelli riservino già in vigna un’attenzione meticolosa alla vite, che definirei polemicamente “pedanteria francese” e che costituisce uno degli elementi distintivi della peculiare qualità dei vini prodotti in tutti il 10 ettari del domaine.
In particolare, questo gioiello in degustazione nasce a Saint Aubin, nel cuore della Corte de Beaune, nella vigna les Champlots situata strategicamente come vertice di un triangolo ai cui angoli opposti sono situati i blasonati Puligny e Chassagne.
saintaubinStiamo parlando di uno chardonnay davvero fantastico, impiantato in terreni calcarei ed argillosi che fermenta, secondo regola, in fusti di legno e poi affina sur lies circa 20 mesi in botti di primo passaggio.
L’eccezionale pendenza del suolo è riuscita a garantire un vino di ottima qualità ed a conferire strepitose componenti strutturali anche nelle annate più piovose come quella del 2013.
Quella che vi racconto, infatti, è la degustazione di un vino venuto alla luce in un millesimo  contrassegnato da copiose piogge protrattesi sino a primavera inoltrata.
Bizzarra situazione climatica che ha comportato una infiorescenza poco rigogliosa ed una significativa riduzione di acini per grappolo.
Il mese di luglio è stato, in compenso, molto soleggiato con temperature abbastanza elevate che hanno raggiunto anche i 35°C.
Tuttavia il raccolto non è stato pregiudicato e la vendemmia si è conclusa nella seconda metà di settembre.
Nel complesso dunque un’annata di piccole quantità che ha saputo rendere, tuttavia, uno chardonnay di tutto pregio, ricco, concentrato e di sostenuta acidità.
C’è subito da dire che, il mio vino ha già compiuto i 4 anni quando lo verso nel bicchiere, per cui, sebbene sia ancora indubbiamente poco evoluto, ha avuto il tempo di definire i lineamenti del suo carattere.

TASTING NOTES

SAINT AUBIN Premier cru 2013 Les Champlots
Domain Jean Claude Bachelet et fils

tasting notesIntenso corredo di frutta  bianca, eccezionale, che spazia dalla mela alla pera matura.  Seducente, accattivante.
Tocchi speziati e balsamiche sfumature minerali.
La base di frutta bianca nitida e viva è davvero eccezionale  ed è completata da dolci note vanigliate e stuzzicanti nuance vegetali.
Un sorso freschissimo,  largo sui bordi inferiori con una grassa fibra, un succo concentrato ed appagante.
Anche al gusto, la radiosa frutta bianca non perde minimamente il suo vigore prolungandosi armoniosamente nel tempo.
Un vino dal facile abbinamento gastronomico, giovane e scalpitante con ancora con ampi margini di perfezionamento.
Un borgogna inedito per il suo sorprendente fruttato e dotato di una notevole versatilità.

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