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Pianerosse Rosato di Primitivo

pianerosse

Dalla terra dei rosati per eccellenza, con una piccola estrazione di colore dalle bucce, questo vino di Paolo Leo mi ha subito stupito per il suo colore: carico, vivace, lucente.
D’altra parte seppur sia un rosato, esso proviene da uno dei più pastosi, carnosi e colorati vini esistenti al mondo, il primitivo.
Un inchiostro saporito ed estremamente complesso che riesce ad esprime personalità ed al tempo stesso piacevolezza.
Il lavoro di questa azienda manduriana, si pone in linea con il nuovo modo di concepire la vitivinicoltura in Pugna, dove nell’ultimo decennio si è cercato di dedicare maggiore cura ad ogni fase della produzione. Si parte, quindi, dalla ristrutturazione dei vigneti, si procede con la bassa resa per ettaro e si finisce per investire in nuove attrezzature, realizzando così un vero e proprio progetto di modernizzazione per raggiungere elevati standard di qualità. Un impegno quotidiano che vede molti vignaioli pugliesi unire le forze per valorizzare sempre più le potenzialità enologiche della propria regione.

Azienda: CANTINE PAOLO LEO SRL
via Tuturano, 26 72025 SAN DONACI (BR)
www.paololeo.it/
classificazione: PUGLIA IGT
annata: 2015
alcool: 12,5% VOL.
tipologia: ROSATO
vitigno: PRIMITIVO

Questo vino rientra nella linea “pianerosse” ed è ottenuto da viti coltivate tra i comuni di Sava e Manduria in provincia di Taranto.  Dopo la raccolta, l’uva è sottoposta a pigiatura, breve macerazione a freddo di 5-6 ore e pressatura soffice. Segue la fermentazione a temperatura controllata tra i 15° e i 16° C. L’affinamento è di 3 mesi in acciaio e 2 mesi in bottiglia.

Organolettica
Buccia di cipolla carico. Un succo cangiante che preannuncia un sorso agreste.
Al naso è un vino da subito piacione ed ammiccante, una premuta di fragoline di bosco e turgidi mirtilli rossi.
Vibrante in acidità la sua possente consistenza, che svela inevitabilmente un’anima di rosso cremoso. Piacevole salinità con un ritorno affatto aggressivo di mirtilli, frutti di bosco, pepe nero. Leggera carezza tannica sul finale.

Giudizio
4/6

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