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L’inesplicabile fascino di un vino che cambia

riesling

Quando mi si propone un appuntamento con il Riesling, non è importante cosa avevo da fare; devo posticipare tutto ed accettare l’invito.
Mi informo sui campioni, mi documento sulle aziende, ma in realtà non saprò mai cosa mi rimarrà di quell’esperienza, sino all’istante in cui avrò messo il mio naso sotto al bicchiere.
Questo entusiasmo per nulla sovradimensionato, deriva proprio dal fatto che non stiamo parlando, di un comune bianco europeo, dai caratteri organolettici tipici e nettamente distinguibili, ma di un vino dal fascino inconsueto, talvolta difficile anche da descrivere, e ciò non è solo dovuto alle sue complesse evocazioni odorose d’inafferrabile comprensione, ma soprattutto, per come esse riescano a sorprendere mutando costantemente nel tempo.
Come ogni volta, solo un bel viaggio per differenti aree geografiche è stato in grado di offrire una esperienza ricca di emozioni, lasciandomi cogliere le molteplici sfumature di un’uva così preziosa e singolare.

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ITALIA. Il nostro percorso di cultura e di sensi, non poteva che prendere le mosse dal Belpaese, dove le prime coltivazioni del riesling risalgono pressappoco ai primi del 1900.
“Riesling italico” è il termine che deriva dalla traduzione della desinenza Welsch-riesling che rimanda, per l’appunto, ad altri territori diversi dalla Germania ed accomuna il vitigno coltivato sia in Italia che nella vicina Francia.
Le regioni in cui oggi il vitigno è presente e che hanno dato i più convincenti risultati, si trovano tutte nella fascia più settentrionale dalla Valle d’Aosta sino al Friuli Venezia Giulia.

saraccoSaracco Piemonte Langhe DOC – Riesling 2013
Nel cuore del moscato d’Asti, nei vigneti di Paolo Saracco a Castiglione Tinella, oltre al dolce aromatico per antonomasia, cresce anche un fantastico Riesling.
Pressatura soffice dell’uva, decantazione e fermentazione in contenitori d’acciaio a 20°C. Il vino resta 11 mesi a contatto con i propri lieviti “sur lies”.

Densi estratti luminosi.
Deboli evocazioni di idrocarburi già da subito ad ampia copertura del frutto che, inizialmente, stenta a mostrarsi.
Il sorso è, viceversa, più convincente con maggiore forza gusto-olfattiva: agrumi, lime.
Rinfrescante e sapido.
Alto volume espressivo e sul lungo finale, ricordi di frutta bianca.   

falkensteinFalkenstein Alto Adice DOC – Val Venosta Riesling 2013
Il Riesling di Falkenstein è ritenuto uno dei migliori a sud della Germania. E pensare che sino al 1989 l’azienda si dedicava solo alla produzione di mele!
Ci troviamo a poco meno di 1000 metri slm, dove tutti i vini bianchi possiedono caratteri organolettici molto particolari. Tra i bianchi coltivati in questa aspra montagna, spicca proprio il Riesling.
Fermentazione controllata in botte grande in legno di acacia, nella quale permane per altri 7 mesi in affinamento.

Un giallo chiaro dal naso gentile.
Un’elegante concentrazione di sostanza che fonde la dolcezza della mela gialla e frutta esotica con fini note sintetiche.
Alla beva è fantastico. Ritorni di mela odorosa ed agrumi profumati riempiono la bocca.
Il sorso è agile ma, nel contempo, verticale il cui passaggio al palato conserva, a lungo, il delizioso fruttato.
Fresco e ben equilibrato.

FRANCIA. L’Alsazia è, con molta probabilità, la regione vitivinicola francese più celebre per la produzione dei suoi vini bianchi. Tra essi il riesling è assurto a sovrano indiscusso dei vini alsaziani.

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Alsace Riesling Albert Mann 2015
Il vino in degustazione nasce nelle cantine di Albert Mann, la cui realtà produttiva è il frutto della fusione del lavoro di due storiche famiglie di vignaioli: Mann e Barthelmè.
Questo vino cresce in vigneti di circa 30 anni di età, la cui coltura segue rigorosi criteri biodinamici mentre la vinificazione si svolge, secondo i tradizionali metodi, in acciaio.

Naso soffuso e leggerissimo, a tratti imperscrutabile.
Significativa integrità di trasformazione con deboli accenni di frutta gialla e fiori bianchi, che divengono, via via, più netti.
Ingresso dolce alla beva il cui sorso è centrale e modulato, con piacevole alternanza e nettezza di sensazioni.
Un gustoso finale di mela verde.  

AUSTRIA. Hollenburger sta ad indicare il vino prodotto a Hollenburg, un paesino ubicato nel territorio di Krems. Ne parlo a proposito di questo vino, un Hollenburger per l’appunto, prodotto dal giovanissimo Christoph Hoch nei suoi 5 ettari vitati secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica.
Ci troviamo poco più a nord di Vienna, nel distretto vitivinicolo collocato nella valle del fiume Kremstal dal quale mutua il nome.
In questa porzione di mondo, la viticoltura è semi estrema, i terreni sono calcarei e ricchi di gesso, collocati tra i 250 e i 350 metri slm e le viti sono impiantate su terrazzamenti che scendono gradualmente sulla strada e sul centro abitato.
I vini di Christoph pur essendo austriaci, crescono in terreni i cui aspetti pedoclimatici, li rendono molto simili agli champagne francesi, la cui associazione non è per nulla azzardata, se solo si pensi che i primi passi del lavoro di cantina, il giovane produttore li ha compiuti proprio producendo spumante.

hollenburger_rieslingHollenburger Riesling Kremstal Osterreich 2014

Giallo oro cangiante.
Fragrante succo maturo, che esordisce con una penetrante camomilla e soffi di idrocarburi ingentiliti da dolci note di miele e frutta matura.
La sua concentrazione di estratti è davvero ricca! Azzarderei a parlare di “dolcezza olfattiva” per quanto suadente sia questo profumo che sul finale si arricchisce ulteriormente di fiori bianchi ed una debolissima evocazione di pietra focaia.
Alla beva esplode in durezza. Succo vibrante in acidità con piacevole salinità.
Alla fine, il sorso conclude il suo passaggio con una spiccata espressione di agrumi.  

GERMANIA. Accomiatandomi dal Riesling Italico, mi abbandono ai renani dei quali, a giusta ragione, dovevo riservare una posizione preminente.
Tuttavia, di essi non spenderò molte parole limitandomi a descrivere le emozioni che mi hanno suscitato. D’altra parte, dei “vini d’acciaio”, non si finirebbe mai di scrivere considerando la ricca varietà di stili prodotti e le loro altrettante ricche qualità gustative.

graacher rieslingGraacher Himmelreich Riesling Kabinett 2014
Partendo proprio dalla Mosella, a sud-ovest rispetto a Francoforte, vi racconto il riesling Graacher, prodotto nel piccolo comune di Graach an der Mosel, anche conosciuto come Graach Himmelreich.
Questo primo Riesling è classificato come un Kabinett, prodotto con uve raccolte nel normale periodo di vendemmia.

Giallo dorato chiaro e brillante.
Estratti che non si concedono immediatamente. Profumi nascosti, velati. Soffuse emanazioni di fiori, deboli dolcezze speziate.
Possanza al palato con incisiva freschezza che accompagna il sorso.
Bilanciata proporzione di elementi con gradevole chiusura di fiori ed accenni fumosi.    

prinzHendelberg Trocken Riesling Prinz 2013
A concludere, un riesling renano prodotto ad Hallgarten, piccolo comune tedesco nella regione di Rheingau, che unitamente alla Mosella è considerato un terroir in grado di esaltare come in  nessun altra parte il vitigno.
In questa zona, dove il riesling riesce ad esprimersi a livelli altissimi, nasce il Prinz, il cui nome richiama quello dell’enologo Fred Price.
Succo pregiato, paragonabile a les grands vins de Bourgogne, perché ricavato da uve provenienti da terreni ricchi di ardesia e quarzite che conferiscono ai vini una estrema mineralità, buona acidità ed elevata capacità di invecchiamento.  Sotto l’aspetto della classificazione dei vini, questo riesling rientra nella categoria Trochen, utilizzato per indicare un vino secco, in termini analitici con meno di 9gr\l di zucchero.

Luminosa potenza cromatica.
Una concentrazione di sostanza, che racchiude armonicamente assieme, frutta gialla e spezie dolci, conferisce a questo vino un naso di notevole eleganza.
Al palato la freschezza è esplosiva, sapientemente proporzionata alla spessa trama estrattiva che rende la dinamica del sorso lineare nel suo sviluppo, dall’ingresso sino alla chiusura.

di Costantino d’Aulisio Garigliota

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