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Il Montepulciano, rosso d’inverno

I miei assaggi del 2019 iniziano con un rosso speciale: la perla nera del centro Italia che pur contendendosi il primato con il Sangiovese, base dei grandi vini toscani, ha dovuto faticare tanto per uscire dal ghetto del “vino di quantità”.

Mi sto riferendo al Montepulciano, maestoso, possente, ma nel contempo spigoloso e rustico, un vino dalla personalità con molteplici sfaccettature.
In realtà lo sforzo è stato tutto di alcuni lungimiranti produttori che hanno deciso di dedicarsi all’autoctono abruzzese, e lo hanno valorizzato proprio in quei territori dove, storicamente, è stato in grado di dare il meglio di sé.
Prodotto sia nella versione più facile da offrire per cena ad ospiti non molto esigenti, sia in versioni più elaborate sino a diventare un vero e proprio vino da meditazione se lasciato a riposare per lungo tempo in botte, al punto da arricchirsi di quella austerità tipica di molti rossi d’Oltralpe.

Ho potuto constatare, che quasi tutti i produttori abruzzesi, sfruttino la sua struttura, la sua acidità agreste per prolungare i tempi di invecchiamento ed affinamento, rispetto a quanto indicato in disciplinare. Non ho trovato, infatti, tra tutti i campioni analizzati, sebbene già ricchi di personalità e vigore, un solo vino che abbia già raggiunto la definitiva maturazione, ma tutti hanno svelato potenzialità ancora inespresse in grado di farli migliorare nel tempo.  

Montepulciano d’Abruzzo DOC Casale Vecchio 2016 Fantini Farnese

La degustazione si apre con la prima espressione di Moltepulciano, quello più vicino al mare, proveniente dalle cantine Fantini Farnese.
Le uve provengono tutte da 4 vigneti ubicati a 100 km più a nord di Ortona e sono vinificate nelle cantine del Castello Caldora.
Il rosso di Fantini Farnese è un vino pluripremiato: già vincitore nel 2017 all’International Wine Challenge di Vienna, riceve la medaglia d’argento, nel 2018 al Concours International de Lyon.
Sottoposto a basse temperature nei primi giorni successivi alla pigiatura, per favorire una macerazione lenta e maggiore concentrazione di estratti, è avviato a fermentazione con controllo della temperatura e, a conclusione di questa, è sottoposto a conversione malolattica ed invecchiamento in barriques di legno americane per circa sei mesi.

Rubino profondo.
Un incipit olfattivo immediato e netto di frutta rossa matura e spezie dolci.
Alla beva vi è un equilibrio tra l’alcol sostenuto e la piacevole freschezza che alleggerisce la struttura del sorso.
Inedito tannino che fa sentire la sua presenza ma poi, quasi magicamente scompare sul finale.
Molti aromi oltre ai profumi: amaretto e marasca con note di sottobosco. Decisamente pronto 3/6    

 Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic 2015 Riserva Masciarelli

Definito come punta di diamante della linea produttiva, questo vino prevede un assemblaggio di uve Montepulciano in purezza, provenienti da diversi vigneti situati tutti nel comune di San Martino sulla Marrucina. Siamo a 100 km circa più a sud di Ortona, nel Pescarese ma sempre non distanti dal mare.
Raccolto nella terza decade di ottobre, la riserva dedicata alla sig.ra Masciarelli fermenta a temperatura controllata per 15 giorni in acciaio inox, la cui permanenza è prolungata per circa un altro mese di macerazione post fermentativa.
È, poi sottoposto ad invecchiamento in barrique di rovere per 18 mesi e completa la sua evoluzione in bottiglia, per altri 6 mesi come da disciplinare.

Dal colore impenetrabile e una profondità inedita di profumi, questo vino mi ha subito rapito.
Un Montepulciano che definirei femminile per le accese note floreali e di spezie dolci. Al sorso è al tal punto fresco da mostrarsi piccante, agreste, pur senza perdere la sua eleganza, in buon equilibrio con l’alcol. I tannini sono presenti e compatti.
Sul finale piacevole nota sintetica, frammista a tabacco fresco ed effluvi balsamici. 5/6   

Montepulciano Emidio Pepe 2013

Percorrendo il litorale adriatico abruzzese verso sud,  nel punto in cui il paesaggio è protetto dal Gran Sasso e si abbassa sino al mare, troviamo il Montepulciano di  Emidio Pepe, espressione del più autentico elogio all’invecchiamento, unica possibile strada per garantire raffinatezza ed eleganza al Rosso d’Abruzzo.
Siamo adesso a Torano Nuovo dove nasce ciò che lo stesso Pepe descrive il “vino del futuro” per il suo alto potenziale di invecchiamento.

Bel rubino carico e vivace. Un incipit olfattivo gravato da un odore di ridotto che stenta a scomparire. Meno immediato e rustico rispetto ai precedenti, è un vino più convincente alla beva con piacevoli note di frutti rossi. Al sorso prevalgono elementi di durezza con leggero finale amaro. 2/6    

Montepulciano Villa Gemma 2014 Riserva Masciarelli

Quale vero e proprio tributo a colui che ha rivoluzionato la viticoltura in Abruzzo, questa linea incarna la ricerca stilistica e il gusto del vignaiolo Gianni Masciarelli, e conclude degnamente una serata dedicata al Montepulciano. 
Come per il Marina Cvetic, anche per questa Riserva, le uve provengono da vigneti ubicati in San Martino sulla Marrucina.
Vendemmiato a fine ottobre, questo millesimo rientra in quelli vinificati in acciao (prima del 2013 erano vinificati in legno) e poi sottoposti ad invecchiamento, spinto oltre i 2 anni minimi previsti da disciplinare, di cui più di un anno in barriques e due di affinamento in bottiglia.

Rubino intenso con riflessi purpurei.
Si notano subito la perfetta coerenza e legame con la Riserva Marina Cvetic, ma qui con un impatto più maschile ed austero.
Una dolcezza di spezie al naso fitta e penetrante, la cui complessità spazia dall’amarena alla marasca, dalla cannella ai chiodi di garofano.
Un vino che non mi pacerebbe abbinare al cibo ma che preferirei degustare da solo.
Il sorso è strutturato, l’aroma si arricchisce di note tostate, cioccolatose, di pepe. Fresco e leggermente sapido con tannini avvolti. 4/6