La Lingua del Vino

In che modo è possibile conservare durevolmente le percezioni sensoriali? E, soprattutto, in quale maniera esse possono essere codificate e raccontate?
Nel mio libro “la Lingua del Vino” ho affrontato la complessa questione sottesa alla comunicazione delle percezioni sensoriali in degustazione, interrogandomi sulle cause che hanno, da sempre, ostacolato l’adesione ad un linguaggio descrittivo del vino universale.
Attingendo ad alcuni dei più illustri studi nel campo della degustazione e dell’enologia, ho proposto uno studio sistematico e comparato sulle regole della tecnica della degustazione e sul suo linguaggio descrittivo, offrendo uno strumento fruibile da tutti, utile all’appassionato cultore che vuole diventare consumatore più consapevole, ma soprattutto al discente aspirante sommelier, che di queste nozioni ne farà la pietra d’angolo della propria professione.
Vi propongo, di seguito, la mia intervista ad incontri di@vini, rubrica di vino e cultura, nata da un’idea di Rosaria Nesta e condotta da Maria Gabriella Palomba.

L’inesplicabile fascino di un vino che cambia

Quando mi si propone un appuntamento con il Riesling, non è importante cosa avevo da fare; devo posticipare tutto ed accettare l’invito.
Mi informo sui campioni, mi documento sulle aziende, ma in realtà non saprò mai cosa mi rimarrà di quell’esperienza, sino all’istante in cui avrò introdotto il mio naso nel bicchiere. Leggi tutto

Montrachet, eleganza senza eccessi

Nel meraviglioso viaggio tra gli esclusivi vignables della Cote d’Oriente, non potevo tralasciare la “terra dei bianchi” per eccellenza. Così, dopo aver attraversato gli ancestrali finages della Cote de Nuits, dove il pinot noir esprime la sua massima magnificenza, proseguo il mio percorso, adesso, verso sud in direzione della Cote de Beaune. Leggi tutto

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